- Quali sono i sintomi del dolore all’articolazione temporo-mandibolare?
- Quali sono le cause del dolore ATM?
- Perché il dolore ATM può coinvolgere l’orecchio?
- Come alleviare il dolore all’articolazione temporo-mandibolare?
- Quanto dura il dolore ATM e quando può diventare persistente?
- Quando rivolgersi allo gnatologo e quali esami possono servire?
- Domande frequenti
Il dolore all’articolazione temporo-mandibolare, spesso chiamato dolore ATM, interessa la zona in cui la mandibola si collega al cranio, davanti all’orecchio. Può comparire durante la masticazione, quando si apre la bocca o anche a riposo. Il dolore può coinvolgere l’articolazione, i muscoli che muovono la mandibola oppure entrambe le strutture.
In breve:
- Sintomi: al dolore possono associarsi rigidità, difficoltà ad aprire la bocca, rumori articolari dolorosi e fastidio vicino all’orecchio;
- Cause: tra i potenziali fattori responsabili rientrano traumi, serramento dei denti e problemi articolari;
- Rimedi: le cure partono generalmente da misure semplici e reversibili;
- Durata: molti episodi sono temporanei, ma il dolore può persistere o ripresentarsi. I tempi di recupero non sono uguali per tutti i pazienti;
- Quando fare una visita: in presenza di dolore persistente, difficoltà a mangiare o blocco della mandibola.
Quali sono i sintomi del dolore all’articolazione temporo-mandibolare?
Il sintomo principale è un dolore davanti all’orecchio o nei muscoli della mandibola, che può aumentare quando si mastica, si sbadiglia o si apre la bocca. Alcune persone avvertono soprattutto una tensione alla guancia o alla tempia, altre percepiscono un dolore localizzato prevalentemente nella zona dell’articolazione. Al dolore possono associarsi:
- Rigidità della mandibola, che rende meno agevoli i movimenti;
- Difficoltà ad aprire completamente la bocca;
- Blocco della mandibola, anche intermittente;
- Clic, scatti o rumori di sfregamento accompagnati da dolore;
- Dolore che si estende al viso o al collo.
La sede del fastidio non permette di comprendere con certezza quale sia la struttura coinvolta: dolore articolare e dolore muscolare possono, infatti, coesistere. Inoltre, questi sintomi non sono sufficienti per formulare una diagnosi, poiché altre condizioni possono provocare dolore nella medesima zona.
Il NIDCR, l’istituto dei National Institutes of Health statunitensi dedicato alla ricerca dentale e craniofacciale, stima che il 5–10% della popolazione statunitense presenti una forma di disturbo temporo-mandibolare.

Quali sono le cause del dolore ATM?
Il dolore ATM può dipendere da più fattori, pertanto non sempre è possibile attribuirvi un'unica causa. Tra i problemi e i fattori che possono contribuire a questa condizione rientrano:
- Traumi alla mandibola o al viso, che possono danneggiare l’articolazione e i tessuti circostanti;
- Serramento e digrignamento dei denti, che possono sovraccaricare i muscoli masticatori e le strutture articolari;
- Alterazioni del disco articolare, la struttura che si trova tra le superfici ossee e che accompagna il movimento della mandibola;
- Artrosi o malattie infiammatorie articolari, che possono interessare anche l’ATM;
- Stress e fattori legati alla sensibilità al dolore, che possono contribuire alla comparsa o alla persistenza dei disturbi.
Lo stress può favorire il serramento e amplificare il dolore, ma ciò non significa che questo disturbo dipenda esclusivamente da fattori psicologici. Allo stesso modo, non tutte le persone che digrignano i denti sviluppano dolore ATM.
Uno studio pubblicato nel 2019 sul Journal of Oral Rehabilitation, rivista scientifica dedicata alla funzione e alla riabilitazione dell’apparato masticatorio, ha raccolto mediante questionario i dati di 4.299 adulti italiani. La ricerca, condotta da studiosi dell’Università Federico II di Napoli e del centro universitario ACTA di Amsterdam, ha rilevato:
- Dolore temporo-mandibolare nel 16,3% del campione;
- Clic articolari nel 30,7%;
- Rumori di sfregamento o crepitio nel 10,3%;
- Abitudini orali esaminate dal questionario nel 29%;
- Un trattamento ortodontico precedente o in corso nel 43,6%.
I ricercatori hanno riscontrato associazioni tra dolore, clic articolari, abitudini orali e precedenti traumi al viso. Anche il trattamento ortodontico in corso risultava statisticamente associato al dolore e ai rumori articolari. È importante però precisare che un’associazione statistica non dimostra un rapporto di causa-effetto. Lo studio fotografa sintomi e caratteristiche riferiti dai partecipanti ma non si può affermare con certezza che l’ortodonzia abbia provocato i disturbi.
Non a caso, considerando l’insieme delle evidenze scientifiche ad oggi disponibili, il NIDCR sottolinea infatti che la ricerca non sostiene l’idea che la malocclusione o i trattamenti ortodontici siano, in generale, cause dei disturbi temporo-mandibolari.
Perché il dolore ATM può coinvolgere l’orecchio?
L’articolazione temporo-mandibolare si trova immediatamente davanti all’orecchio. Il dolore che nasce dall’articolazione o dai muscoli masticatori può essere percepito nella zona dell’orecchio, anche in assenza di un’infezione auricolare. Un’origine temporo-mandibolare è più plausibile quando il fastidio:
- Aumenta durante la masticazione, gli sbadigli o l’apertura della bocca;
- Si accompagna a dolore o rigidità della mandibola;
- Compare insieme a difficoltà nei movimenti o scatti articolari dolorosi.
Questi elementi aiutano a orientare la valutazione ma non permettono di risalire alla causa del mal d’orecchio. Anche otiti, problemi dentali e altre condizioni possono provocare dolore nella stessa regione. Il medico può quindi valutare se occorra una visita gnatologica oppure otorinolaringoiatrica.
La guida degli University College London Hospitals, gruppo di ospedali universitari del servizio sanitario britannico, include tra i possibili disturbi associati al dolore ATM anche acufeni e sensazione di orecchio pieno. La loro presenza, però, non dimostra che dipendano dall’articolazione temporo-mandibolare.
Come alleviare il dolore all’articolazione temporo-mandibolare?
| Trattamento | Obiettivo e indicazioni principali |
| Misure quotidiane | Ridurre il sovraccarico della mandibola con alimenti morbidi, controllo del serramento e riduzione o eliminazione delle abitudini che affaticano muscoli e articolazioni. |
| Farmaci analgesici o antinfiammatori | Attenuare il dolore per periodi limitati, secondo le indicazioni del medico o dell’odontoiatra. |
| Fisioterapia | Migliorare il movimento e la funzionalità della mandibola e contribuire a ridurre il dolore con esercizi e tecniche adattati al paziente. |
| Bite | Proteggere i denti e, in casi specifici, contribuire alla gestione dei sintomi. |
| Terapia cognitivo-comportamentale e biofeedback | Aiutare a gestire il dolore persistente e a riconoscere e regolare la tensione muscolare. |
| Infiltrazioni, lavaggio articolare o artroscopia | Trattare specifici problemi articolari, previa valutazione specialistica. |
| Chirurgia più estesa | Affrontare particolari danni articolari avanzati, quando lo specialista ne riconosce l’indicazione. |
Le cure per il dolore ATM partono generalmente da misure conservative. Lo specialista sceglie il trattamento in base all’origine del dolore, alle difficoltà nei movimenti e alla risposta alle prime terapie.
In caso di dolore può essere utile:
- Consumare temporaneamente cibi morbidi, evitando alimenti duri o che richiedono una masticazione prolungata;
- Evitare gomme da masticare e abitudini come mordere penne o unghie;
- Non aprire eccessivamente la bocca e non forzare i movimenti;
- Controllare se durante il giorno si verificano episodi di serramento, per esempio mentre si lavora o ci si concentra. In tal caso, si consiglia di rilassare i muscoli e lasciare un piccolo spazio tra i denti superiori e inferiori;
- Provare impacchi tiepidi o freddi, secondo il beneficio percepito, proteggendo la pelle con un panno.
Il medico o l’odontoiatra potrebbero prescrivere, per un breve periodo di tempo, farmaci analgesici o antinfiammatori, considerando eventuali e ulteriori patologie del paziente, i farmaci già assunti e le controindicazioni.
La fisioterapia può aiutare a migliorare movimento e funzionalità della mandibola. Il bite, invece, è un dispositivo che si applica sui denti, allo scopo di proteggerli.
In alcuni casi, in sinergia con altri trattamenti, può essere presa in considerazione una terapia cognitivo-comportamentale, utile per imparare a gestire il dolore persistente e il suo impatto quotidiano.
Una revisione pubblicata nel 2023 sul BMJ, rivista medica internazionale, ha incluso nelle meta-analisi 153 studi randomizzati con 8.713 partecipanti. Nei pazienti con dolore temporo-mandibolare cronico, gli interventi con evidenze favorevoli comprendevano mobilizzazioni assistite, alcune terapie manuali e terapia cognitivo-comportamentale associata a rilassamento o biofeedback. Quest’ultimo aiuta a riconoscere e regolare risposte corporee come la tensione muscolare. I risultati riguardano il dolore temporo-mandibolare cronico e non si possono estendere automaticamente agli episodi acuti di dolore ATM.
Prima di prescrivere una procedura più invasiva, è necessario giungere a una diagnosi precisa. In determinati casi, lo specialista potrebbe prendere in considerazione infiltrazioni, lavaggio articolare o artroscopia; la chirurgia più estesa viene indicata solo in presenza di specifici danni a carico dell'articolazione.
La storia di Marie, pubblicata da Penn Medicine, sistema sanitario universitario dell’Università della Pennsylvania, illustra un caso complesso. Ex infermiera, Marie aveva dolore da molti anni. Fisioterapia, farmaci e cambiamenti nelle abitudini le avevano dato beneficio per un paio d'anni ma successivamente i sintomi erano peggiorati.
Gli specialisti riscontrarono artrosi grave e importanti danni articolari che ostacolavano la masticazione. Dopo una seconda opinione, Marie scelse la sostituzione dell’ATM sinistra. Nel racconto pubblicato nel 2019 dichiarava, in traduzione: «Ora posso masticare. Posso mangiare i popcorn, il mio snack preferito, la granola, un panino. Ora capisco quanto il dolore costante mi condizionasse. Riuscivo a sopportarlo, ma diventava sempre più difficile. Questo intervento mi ha cambiato la vita. Dormo molto meglio. Non stringo più i denti perché non ho più dolore. Sono così contenta di averlo fatto. Non soffro più!».
La sua esperienza riguarda una malattia articolare in fase avanzata: non rappresenta il percorso abituale di chi soffre di dolore ATM, ma mostra perché la scelta delle cure debba sempre essere legata al problema specifico che viene diagnosticato.
Quanto dura il dolore ATM e quando può diventare persistente?
Il dolore ATM può durare da pochi giorni o settimane a diversi mesi, a seconda del problema e della risposta alle cure. Alcuni episodi si attenuano spontaneamente; in altri casi il dolore migliora gradualmente oppure si ripresenta dopo periodi di benessere. Si parla generalmente di dolore cronico quando persiste per oltre tre mesi: questo, però, non vuol dire che l’articolazione continui a danneggiarsi o che il disturbo sia incurabile. Per valutare l’andamento, è utile osservare se:
- Gli episodi diventano meno frequenti o meno intensi;
- Si è in grado di aprire la bocca e di masticare più facilmente;
- Il dolore interferisce in misura minore con il sonno e le attività quotidiane.
Quando rivolgersi allo gnatologo e quali esami possono servire?
È opportuno rivolgersi a uno gnatologo con esperienza nei disturbi temporo-mandibolari quando il dolore persiste, si ripresenta spesso o rende difficile la masticazione e i movimenti della mandibola.
Serve, invece, una valutazione medica urgente in caso di:
- Blocco persistente della mandibola o impossibilità di mangiare o bere;
- Dolore mandibolare accompagnato da nuovi disturbi della vista;
- Dolore mandibolare associato a un nuovo, forte dolore alla tempia.
Durante la visita gnatologica, lo specialista ascolta i sintomi riferiti dal paziente, controlla l’apertura e i movimenti della bocca e valuta articolazioni e muscoli masticatori. Verifica inoltre se il fastidio possa dipendere da problemi dentali o da altre condizioni. Se considerati utili al fine di ottenere una risposta a uno specifico dubbio diagnostico, il medico potrebbe prescrivere:
- Radiografie, per una prima valutazione delle strutture dentali e ossee;
- Risonanza magnetica, per studiare il disco articolare e gli altri tessuti molli;
- TC o CBCT (tomografia computerizzata a fascio conico), per approfondire particolari alterazioni delle strutture ossee.
Nella scelta dello specialista, è utile cercare un professionista che sia in grado di valutare il dolore ATM nel suo insieme, considerando articolazioni, muscoli e possibili altre origini del fastidio.
Questo criterio trova riscontro nell’intervista al prof. Jeffrey Okeson pubblicata nel 2018 sul Dental Press Journal of Orthodontics, rivista scientifica di ortodonzia. L’esperto statunitense di dolore orofacciale dell’Università del Kentucky mette in guardia dal concentrarsi esclusivamente sui contatti tra i denti. Descrive come particolarmente frustrante «trascorrere mesi o anni a modificare l’occlusione del paziente senza riuscire a risolvere il problema del dolore».
Prima di intraprendere cure che modificano stabilmente i denti o il modo in cui combaciano, è importante chiedere allo specialista quale diagnosi le giustifichi, quali benefici siano attesi e quali alternative esistano. Una valutazione completa aiuta, inoltre, a comprendere se occorra coinvolgere altri professionisti.
Per cercare uno specialista e prenotare una visita, puoi consultare gli gnatologi e i centri di gnatologia presenti su Gnatologo.net, sito del gruppo EccellenzaMedica.it.
Domande frequenti
Il dolore ATM può interessare un solo lato?
Sì, il dolore può interessare il lato destro, quello sinistro oppure entrambi. Le due articolazioni lavorano insieme, ma non necessariamente presentano gli stessi disturbi.
La mandibola fa clic ma non fa male: serve una cura?
Un clic senza dolore, blocchi o difficoltà nei movimenti generalmente non richiede un trattamento.
Perché il dolore ATM può essere più intenso al risveglio?
Il serramento o il digrignamento durante il sonno possono contribuire all’affaticamento dei muscoli masticatori e al dolore mattutino.
Il dolore ATM può comparire dopo una lunga seduta dal dentista?
Sì, mantenere la bocca aperta a lungo può affaticare i muscoli e sollecitare le articolazioni, soprattutto se esistono già disturbi temporo-mandibolari. Questo non dimostra che sia stato il trattamento odontoiatrico a danneggiare l’ATM.
Si possono fare esercizi per la mandibola trovati online?
Non tutti gli esercizi sono adatti a qualsiasi problema. Movimenti forzati o tentativi di sbloccare la mandibola potrebbero aggravare il fastidio. È preferibile seguire il programma indicato dallo specialista o dal fisioterapista, attenendosi alle istruzioni ricevute per quanto concerne tecnica, frequenza e ampiezza dei movimenti.
Come prepararsi alla visita gnatologica per il dolore ATM?
Per una normale visita gnatologica generalmente non serve digiunare, salvo diverse indicazioni. Porta eventuali referti ed esami già eseguiti, l’elenco dei farmaci assunti e il bite, se lo utilizzi. Può essere utile annotare quando è iniziato il dolore, in quali momenti compare e cosa lo modifica. Non occorre eseguire nuovi esami prima della visita.
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