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Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio 2026




GNATOLOGIA


Cos’è e cosa studia la gnatologia?


La gnatologia è una branca specialistica dell’odontoiatria che si occupa dello studio, della diagnosi e del trattamento dei disturbi dell’apparato stomatognatico, ovvero l’insieme delle strutture responsabili della masticazione e delle funzioni ad essa correlate. In particolare, la gnatologia analizza il corretto funzionamento e le relazioni tra:


  • Denti e occlusione dentale;
  • Mandibola e mascella;
  • Articolazioni temporo-mandibolari (ATM);
  • Muscoli masticatori;
  • Funzioni fondamentali come masticazione, deglutizione, fonazione e postura.


Questa disciplina parte dal presupposto che l’apparato masticatorio non lavori in modo isolato, ma sia strettamente connesso al resto del corpo. Alterazioni dell’equilibrio occlusale o dei movimenti mandibolari possono infatti riflettersi su disturbi apparentemente lontani dalla bocca, come cefalee, dolori cervicali, problemi posturali o acufeni.


Rispetto all’odontoiatria, che si concentra prevalentemente sulla salute dei denti e dei tessuti orali, la gnatologia adotta un approccio funzionale e globale, volto a ristabilire l’equilibrio tra le diverse componenti del sistema masticatorio e il loro corretto rapporto con il cranio.


Dal punto di vista clinico, lo studio gnatologico permette di individuare disfunzioni temporo-mandibolari, malocclusioni, sovraccarichi muscolari e alterazioni neuromuscolari che possono compromettere la qualità di vita del paziente, anche in assenza di evidenti problemi dentali.


gnatologia


Di cosa si occupa la Gnatologia?


La gnatologia si occupa della diagnosi e del trattamento delle disfunzioni che interessano l’apparato masticatorio e il suo equilibrio funzionale. Molti disturbi gnatologici non si manifestano esclusivamente a livello della bocca, ma possono coinvolgere testa, collo, orecchie e postura generale.


Di seguito sono riportate le principali condizioni e patologie trattate dalla gnatologia, con una breve descrizione per ciascuna.


Condizione o disturboDescrizione
Bruxismo e serramento dentaleAttività involontaria di digrignamento o serramento dei denti, spesso notturna, che può causare usura dentale, dolori muscolari e sovraccarico delle ATM.
Disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM)Alterazioni del normale movimento della mandibola che possono provocare dolore, rumori articolari (click), limitazione dell’apertura orale e blocco mandibolare.
Blocco della mandibolaImpossibilità parziale o totale di aprire o chiudere la bocca, spesso legata a uno spostamento del disco articolare o a un’alterazione del meccanismo condilo-discale.
Dolori al viso, al collo e alla cervicaleDolori muscolo-tensivi correlati a malocclusione o disfunzioni masticatorie, frequentemente confusi con problemi neurologici o cervicali.
Cefalea muscolo-tensiva e mal di testa da occlusioneMal di testa ricorrenti che possono essere associati a squilibri dell’occlusione dentale e a iperattività dei muscoli masticatori.
AcufeniFischi o ronzii auricolari che, in alcuni casi, sono correlati a disfunzioni dell’ATM o a fenomeni di bruxismo e serramento.
Click mandibolareRumori articolari percepibili durante l’apertura o la chiusura della bocca, spesso segno di un’alterazione intracapsulare dell’ATM.
Malocclusioni dentaliRapporti scorretti tra le arcate dentarie (morso aperto, morso profondo, morso incrociato) che possono influenzare la funzione masticatoria e la postura.
Disturbi posturali correlati all’occlusioneAlterazioni dell’equilibrio posturale che possono essere influenzate da un disallineamento funzionale della mandibola.
Vertigini e senso di instabilitàSensazioni di disequilibrio che, in alcuni pazienti, possono essere associate a disfunzioni dell’apparato stomatognatico.

Un’importante revisione sistematica pubblicata nel 2024 ha analizzato in modo approfondito la prevalenza globale del bruxismo, tra i principali disturbi gnatologici, distinguendo tra bruxismo notturno e diurno, sia nella popolazione pediatrica sia in quella adulta.


Lo studio ha preso in esame ricerche pubblicate nell’arco di vent’anni (2003–2023), selezionate secondo rigorosi criteri di qualità metodologica. L’analisi complessiva ha evidenziato che la prevalenza globale del bruxismo (considerando entrambe le forme) è pari al 22,22%. Entrando nel dettaglio, la prevalenza del bruxismo notturno è risultata pari al 21%, mentre quella del bruxismo da veglia ha raggiunto il 23%.


Questi dati trovano riscontro anche nella pratica quotidiana degli gnatologi accreditati dal sito di prenotazioni mediche online EccellenzaMedica.it, i quali concordano sul fatto che il bruxismo rappresenti una delle principali condizioni che spingono i pazienti a rivolgersi a un centro di gnatologia.


Quali sono le branche della gnatologia?


La gnatologia non è una disciplina unica e rigida, ma comprende diverse sotto-specialità che analizzano l’apparato masticatorio da punti di vista differenti. Ogni branca approfondisce specifici aspetti funzionali, strutturali e neuromuscolari, consentendo allo gnatologo di adottare un approccio personalizzato in base al problema del paziente.


Gnatologia odontoiatrica


La gnatologia odontoiatrica è la branca più strettamente legata all’odontoiatria tradizionale. Si concentra sul rapporto tra occlusione dentale, denti e articolazioni temporo-mandibolari, analizzando come il contatto tra le arcate influenzi la funzione masticatoria.


Questa area di studio si occupa in particolare di:


  • Malocclusioni dentali;
  • Squilibri occlusali;
  • Problemi legati a protesi, otturazioni o trattamenti ortodontici non correttamente bilanciati


L’obiettivo è ristabilire una occlusione stabile e funzionale, riducendo sovraccarichi su muscoli e articolazioni.


Gnatologia posturale


La gnatologia posturale studia la relazione tra occlusione dentale e postura corporea. Secondo questo approccio, un’alterazione della posizione mandibolare può influenzare l’equilibrio muscolare e scheletrico dell’intero corpo. Questa branca viene spesso presa in considerazione in presenza di:



  • Dolori cervicali e lombari;
  • Tensioni muscolari diffuse;
  • Alterazioni dell’equilibrio e della postura.


La gnatologia posturale lavora frequentemente in collaborazione con altre figure specialistiche, come il posturologo o il fisioterapista, per ottenere una valutazione globale del paziente.


Gnatologia neuromuscolare


La gnatologia neuromuscolare analizza il funzionamento dell’apparato masticatorio in relazione al sistema nervoso e all’attività dei muscoli masticatori. Si basa sullo studio dell’equilibrio tra muscoli, articolazioni e controllo neurologico dei movimenti mandibolari.



Questa branca è particolarmente indicata nei casi di:

  • Bruxismo e serramento dentale;
  • Dolori muscolari cronici;
  • Disfunzioni temporo-mandibolari di origine muscolare.

Gnatologia funzionale


La gnatologia funzionale si concentra sulle funzioni dinamiche dell’apparato stomatognatico, come masticazione, deglutizione, fonazione e respirazione. L’obiettivo è valutare non solo la struttura, ma soprattutto come la mandibola e i muscoli lavorano durante i movimenti quotidiani. Questa sottospecialità è utile per individuare:



  • Schemi di movimento alterati;
  • Compensi funzionali;
  • Disfunzioni che si manifestano solo durante l’uso attivo della mandibola.


L’approccio funzionale consente di impostare terapie mirate e progressive, volte a ristabilire un corretto equilibrio nel tempo.



Lo gnatologo è il medico odontoiatra specializzato nella diagnosi e nel trattamento dei disturbi dell’apparato stomatognatico, con particolare attenzione al corretto funzionamento della mandibola, delle articolazioni temporo-mandibolari e dei muscoli masticatori.


Il suo compito principale è individuare le cause funzionali dei sintomi riferiti dal paziente, che spesso non sono riconducibili a una singola patologia dentale, ma a uno squilibrio complesso del sistema masticatorio.


In ambito clinico, lo gnatologo si occupa di:


  • Valutare l’occlusione dentale e i contatti tra le arcate;
  • Analizzare i movimenti mandibolari e la funzionalità delle ATM;
  • Individuare eventuali sovraccarichi muscolari o alterazioni neuromuscolari;
  • Correlare i disturbi orali con sintomi extra-orali come cefalea, dolori cervicali o acufeni.


Sulla base della diagnosi, lo gnatologo imposta un piano terapeutico personalizzato, che può comprendere l’utilizzo di dispositivi ortotici (come il bite), terapie riabilitative, modifiche occlusali.


La figura dello gnatologo lavora spesso in stretta collaborazione multidisciplinare con:


  • Ortodontisti;
  • Chirurghi maxillo-facciali;
  • Fisioterapisti e posturologi;
  • Otorinolaringoiatri e neurologi.


Questo approccio integrato consente di affrontare disturbi complessi che coinvolgono più apparati, migliorando l’efficacia del trattamento e la qualità di vita del paziente.


Quando rivolgersi allo gnatologo?


È consigliabile rivolgersi allo gnatologo quando si manifestano sintomi persistenti o ricorrenti che coinvolgono la bocca, la mandibola, il volto o il collo e che non trovano una spiegazione chiara in altre valutazioni mediche.


Molti disturbi gnatologici, infatti, possono essere sottovalutati o confusi con problemi di diversa origine, portando il paziente a consultare più specialisti senza ottenere benefici duraturi. È opportuno richiedere una visita gnatologica in presenza di:


  • Dolore o rigidità alla mandibola, soprattutto al risveglio;
  • Difficoltà ad aprire o chiudere completamente la bocca;
  • Rumori articolari (click o scrosci) durante i movimenti mandibolari;
  • Mal di testa frequenti, in particolare cefalee muscolo-tensive;
  • Dolori cervicali, al viso o alle spalle senza causa apparente;
  • Bruxismo o serramento dei denti, soprattutto notturno;
  • Acufeni o senso di ovattamento auricolare;
  • Sensazione di morso “sbagliato” o instabile;
  • Peggioramento dei sintomi dopo trattamenti odontoiatrici o ortodontici.


Rivolgersi precocemente a uno gnatologo consente di individuare tempestivamente eventuali disfunzioni dell’apparato masticatorio, evitando che il problema si cronicizzi o si estenda ad altre strutture muscolo-scheletriche.


Una valutazione specialistica è particolarmente indicata anche nei casi in cui i disturbi interferiscono con la qualità della vita, il sonno o le normali attività quotidiane.


Come si svolge la visita dallo gnatologo?


La visita gnatologica è un esame specialistico approfondito che ha l’obiettivo di valutare il corretto funzionamento dell’apparato masticatorio e di individuare eventuali disfunzioni a carico di mandibola, articolazioni temporo-mandibolari, muscoli e occlusione dentale.


La visita inizia con una raccolta dettagliata dell’anamnesi, durante la quale lo gnatologo analizza la storia clinica del paziente, la presenza dei sintomi, la loro durata e l’eventuale relazione con trattamenti odontoiatrici precedenti, traumi o periodi di stress.


Successivamente, lo specialista procede con un esame clinico approfondito, che comprende:


  • Valutazione dell’occlusione dentale e dei contatti tra le arcate;
  • Analisi dei movimenti mandibolari (apertura, chiusura, lateralità);
  • Palpazione dei muscoli masticatori e cervicali;
  • Controllo delle articolazioni temporo-mandibolari (ATM);
  • Valutazione di eventuali rumori articolari, limitazioni o blocchi.


La visita serve in particolare a comprendere se i disturbi riferiti dal paziente siano correlati a una malocclusione o a una disfunzione temporo-mandibolare, e a definire il rapporto funzionale tra mandibola e cranio.


In molti casi, per completare il quadro diagnostico, lo gnatologo può richiedere esami strumentali di approfondimento, tra cui:



Questi esami consentono di analizzare in modo più preciso i movimenti mandibolari, il comportamento del disco articolare e l’attività muscolare, permettendo allo specialista di formulare una diagnosi accurata.


Al termine della visita, lo gnatologo illustra al paziente i risultati della valutazione e propone un piano di trattamento personalizzato, definito in base alla problematica riscontrata e agli obiettivi terapeutici.


Come interviene lo gnatologo?


L’intervento dello gnatologo si basa sempre sui risultati della visita specialistica e degli eventuali esami diagnostici. L’obiettivo non è trattare solo il sintomo, ma ristabilire l’equilibrio funzionale dell’apparato masticatorio, riducendo sovraccarichi, dolori e disfunzioni nel tempo.


A seconda del quadro clinico, lo gnatologo può intervenire attraverso diverse modalità terapeutiche:


Tipo di interventoObiettivo e funzione
Bite o dispositivo ortoticoRidurre il bruxismo e il serramento, rilassare la muscolatura masticatoria e proteggere denti e articolazioni temporo-mandibolari.
Riposizionamento mandibolareMigliorare la posizione funzionale della mandibola rispetto al cranio, riducendo tensioni muscolari e dolori articolari.
Terapia neuromuscolareRiequilibrare l’attività dei muscoli masticatori attraverso un corretto controllo neuromuscolare.
Correzione dell’occlusioneEliminare precontatti o squilibri occlusali che interferiscono con la funzione masticatoria.
Supporto a trattamenti ortodontici o protesiciIntegrare la valutazione gnatologica in percorsi ortodontici o protesici per garantire stabilità e funzionalità nel tempo.
Approccio multidisciplinareCollaborare con fisioterapisti, posturologi, ortodontisti o altri specialisti nei casi complessi.
trattamenti gnatologici comuni


Quanto costa una visita da uno gnatologo?


Il costo di una visita gnatologica può variare in base alla complessità della valutazione, all’esperienza dello specialista e alla struttura presso cui viene effettuata.


In linea generale, presso i centri di gnatologia accreditati dal sito di prenotazioni mediche online EccellenzaMedica.it, il prezzo di una prima visita gnatologica oscilla indicativamente tra 80 e 200 euro.


Domande Frequenti


Qual è il significato etimologico del termine gnatologia?


Il termine gnatologia deriva dal greco gnàthos (mandibola) e lògos (studio) e significa letteralmente “studio della mandibola” e delle sue funzioni.


Quando nasce la gnatologia?


La gnatologia nasce come disciplina moderna nel XX secolo, con lo sviluppo degli studi sull’occlusione dentale e sulle disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare, evolvendosi progressivamente in una branca specialistica dell’odontoiatria.


Qual è la differenza tra ortognatodonzia e gnatologia?


L’ortognatodonzia si occupa principalmente di correggere la posizione dei denti e delle arcate, mentre la gnatologia studia e tratta il funzionamento dell’apparato masticatorio nel suo insieme, includendo muscoli, articolazioni e funzioni mandibolari.


Fonti e bibliografia


  • Zieliński, G.; Pająk, A.; Wójcicki, M. Global Prevalence of Sleep Bruxism and Awake Bruxism in Pediatric and Adult Populations: A Systematic Review and Meta-Analysis. J. Clin. Med. 2024, 13, 4259. doi.org/10.3390/jcm13144259.



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