- Impacchi caldi per il bruxismo: come utilizzarli?
- Massaggio facciale per rilassare la mandibola
- Esercizi per non digrignare e serrare i denti
- Tecniche di rilassamento per il bruxismo da stress
- Igiene del sonno: cosa fare prima di dormire?
- Cosa mangiare e cosa evitare se si soffre di bruxismo?
- Come smettere di stringere i denti durante il giorno?
- Tisane, magnesio e altri rimedi naturali aiutano?
- Quando i rimedi della nonna non bastano?
- Domande Frequenti
Impacchi caldi, massaggi, esercizi mandibolari e tecniche di rilassamento possono alleviare la tensione associata al bruxismo. Questi rimedi, però, non eliminano necessariamente il digrignamento né permettono di riparare denti eventualmente già consumati.
Il bruxismo consiste nell’attivazione ripetuta dei muscoli della mandibola. Può manifestarsi durante il sonno oppure da svegli, soprattutto attraverso il serramento dei denti. Quello notturno, secondo i dati delle Raccomandazioni cliniche in odontostomatologia, pubblicate nel settembre 2017 dal Segretariato generale del Ministero della Salute, interessa circa l’8% degli adulti.
Tale condizione diventa maggiormente problematica quando provoca dolore, disturbi del sonno, usura dentale o difficoltà nei movimenti mandibolari. Ecco, in sintesi, i principali rimedi naturali contro il bruxismo.
| Rimedio naturale | A cosa può servire |
| Impacco caldo | Rilassa temporaneamente i muscoli della mandibola |
| Massaggio facciale | Riduce la sensazione di rigidità e tensione |
| Esercizi mandibolari | Favoriscono mobilità e consapevolezza muscolare |
| Respirazione e rilassamento | Aiutano a gestire lo stress associato al serramento |
| Regolarità del sonno | Migliora il riposo, ma non garantisce la scomparsa del bruxismo |
| Riduzione di caffeina e alcol | Limita alcuni fattori associati al bruxismo |
| Promemoria durante il giorno | Aiutano a mantenere i denti separati quando non si mastica |
| Tisane rilassanti | Possono favorire il rilassamento, ma non curano il bruxismo |
Impacchi caldi per il bruxismo: come utilizzarli?
Un impacco caldo può alleviare la rigidità della mandibola e il dolore muscolare che alcune persone avvertono al risveglio. Per preparare un impacco:
- Immergi un asciugamano pulito nell’acqua calda;
- Strizzalo e verifica che la temperatura sia tollerabile;
- Appoggialo sui lati del viso, in corrispondenza dei muscoli della mandibola;
- Lascialo agire per circa 15-20 minuti;
- Ripeti l’applicazione più volte durante la giornata, se necessario.
Puoi utilizzare anche una borsa dell’acqua calda, purché sia avvolta in un panno. Non applicare mai una fonte di calore molto intensa direttamente sulla pelle.
Il National Institute of Dental and Craniofacial Research include l’applicazione di caldo (per il dolore sordo e persistente) o freddo (per il dolore acuto), associata a esercizi delicati, tra le misure conservative per alleviare i disturbi dei muscoli e delle articolazioni mandibolari.
Queste evidenze riguardano soprattutto il dolore muscolare e i disturbi temporo-mandibolari. Non dimostrano, però, che gli impacchi caldi siano in grado di incidere direttamente sulla diminuzione degli episodi di bruxismo.

Massaggio facciale per rilassare la mandibola
Il massaggio facciale può ridurre temporaneamente la tensione e l’indolenzimento dei muscoli coinvolti nel serramento. Le zone principali da trattare sono il massetere, situato lateralmente alla mandibola, e il temporale, che si trova ai lati della testa.
Ecco i passaggi da compiere per eseguire un automassaggio:
- Rilassa la mandibola e mantieni i denti separati;
- Appoggia due o tre dita sulle guance, vicino all’angolo della mandibola;
- Compi piccoli movimenti circolari per uno o due minuti;
- Sposta le dita sulle tempie e ripeti lo stesso movimento;
- Esegui il massaggio due o tre volte al giorno, senza esercitare una pressione dolorosa.
È importante massaggiare delicatamente massetere e temporale per uno o due minuti, soprattutto quando risultano dolenti. Il massaggio deve quindi essere considerato un supporto contro rigidità e dolore, non una cura. In caso di dolore intenso, blocco della mandibola o peggioramento dei sintomi, è meglio rivolgersi ad uno gnatologo o a un fisioterapista esperto nei disturbi temporo-mandibolari.
Esercizi per non digrignare e serrare i denti
Gli esercizi mandibolari possono rilassare i muscoli, migliorare il controllo dei movimenti e ridurre alcuni disturbi associati al bruxismo. Non garantiscono però la scomparsa del digrignamento notturno, che avviene in modo involontario durante il sonno. Due esercizi semplici sono:
- Posizione mandibolare rilassata: appoggia delicatamente la lingua sul palato, subito dietro gli incisivi superiori. Mantieni le labbra unite, ma lascia i denti leggermente separati;
- Apertura controllata: mantieni la lingua sul palato e apri lentamente la bocca, senza forzare. Controlla allo specchio che la mandibola scenda in linea retta. Richiudi lentamente e ripeti cinque volte, non meno di due volte al giorno.
I movimenti devono essere lenti e non dolorosi. Gli esercizi contro resistenza o le manipolazioni più complesse richiedono invece la supervisione di un dentista o di un fisioterapista. In caso di blocco mandibolare, dolore acuto o recente trauma al viso, è meglio non iniziare autonomamente.
Tecniche di rilassamento per il bruxismo da stress
Le tecniche di rilassamento possono aiutare quando stress e tensione emotiva favoriscono il serramento della mandibola. Non rappresentano però una cura certa, perché il bruxismo può dipendere da diversi fattori, non solo psicologici. È possibile provare:
- Respirazione lenta: inspira dal naso per quattro secondi ed espira lentamente per circa sei secondi. Continua per due o tre minuti;
- Rilassamento muscolare progressivo: contrai e rilassa mani, braccia, spalle e gambe, mantenendo la mandibola distesa;
- Meditazione o mindfulness: concentra per alcuni minuti l’attenzione sul respiro e sulle sensazioni del corpo;
- Yoga leggero: privilegia movimenti dolci che non aumentino la tensione di collo e mandibola.
Una revisione sistematica con metanalisi pubblicata nel 2021 ha rilevato una possibile associazione tra stress e bruxismo nel sonno. Gli stessi autori hanno però giudicato molto bassa la qualità delle evidenze. Lo stress può contribuire al problema, ma non rappresenta necessariamente la sua unica causa.
In un’intervista pubblicata sul nostro portale, il dottor David Anselmo, odontoiatra esperto in disturbi temporo-mandibolari e medico accreditato EccellenzaMedica.it, parla proprio dell'impatto dello stress sul digrignamento notturno: «Lo stress è il meccanismo attivatore acuto, la risposta biologica immediata che porta al serramento, mentre i fattori psicosociali, come ansia cronica o coping disfunzionale, rappresentano la vulnerabilità strutturale che mantiene lo stress elevato nel tempo».
Questa distinzione spiega perché respirazione, meditazione e rilassamento possano essere utili, ma non sempre sufficienti. Se stress, ansia e serramento persistono, è opportuno parlarne con il dentista e valutare, quando necessario, un supporto specifico per la gestione dello stress.
Igiene del sonno: cosa fare prima di dormire?
Dormire bene consente di creare una routine regolare e ridurre gli stimoli che possono disturbare il sonno. In tal senso, è consigliabile acquisire alcune buone abitudini, come ad esempio:
- Coricarsi e svegliarsi più o meno alla stessa ora ogni giorno;
- Spegnere smartphone, tablet e televisore almeno 30 minuti prima di dormire;
- Mantenere la camera silenziosa, buia e non troppo calda;
- Dedicarsi a un’attività tranquilla, come leggere o fare una doccia calda;
- Evitare di lavorare o guardare contenuti stimolanti direttamente a letto;
- Assicurarsi di dormire per un numero di ore adeguato alle proprie esigenze.
L’effetto specifico sul bruxismo resta però incerto. In uno studio clinico randomizzato, 16 adulti hanno seguito per quattro settimane un programma basato su igiene del sonno e rilassamento muscolare progressivo. I ricercatori non hanno rilevato una diminuzione significativa degli episodi di bruxismo registrati durante il sonno.
Lo studio comprendeva pochi partecipanti e non permette di trarre conclusioni definitive. Mostra però che dormire meglio e smettere di digrignare non sono la stessa cosa. L’igiene del sonno rappresenta quindi una buona abitudine ma non un trattamento capace da solo di eliminare il bruxismo.
Cosa mangiare e cosa evitare se si soffre di bruxismo?
Non esiste una dieta capace di curare il bruxismo. Quando la mandibola è dolorante o affaticata, però, scegliere alimenti facili da masticare può ridurre temporaneamente il lavoro dei muscoli preposti a tale funzione.
| Situazione | Indicazione pratica |
| Dolore o rigidità mandibolare | Preferire temporaneamente minestre, uova, yogurt, pesce, verdure cotte e cibi tagliati in piccoli pezzi |
| Alimenti duri o gommosi | Limitare croste molto dure, carne tenace, caramelle gommose e altri cibi che richiedono una lunga masticazione |
| Chewing gum | Evitarlo perché mantiene continuamente attivi i muscoli mandibolari |
| Caffeina | Ridurre caffè, tè molto forte e bevande energetiche, soprattutto nel pomeriggio e alla sera |
| Alcol e tabacco | Limitarli o evitarli, perché risultano associati al bruxismo notturno |
La scelta di alimenti morbidi deve essere temporanea e legata alla presenza di dolore. Non è necessario eliminare stabilmente cibi sani, come frutta secca o verdure crude, se la masticazione non provoca fastidio.
Una revisione sistematica pubblicata nel 2016 sul Journal of the American Dental Association ha riscontrato un’associazione tra bruxismo notturno, consumo di alcol e fumo. Per la caffeina il legame è risultato più debole ed è stato osservato soprattutto nei forti consumatori di caffè.
Si tratta di associazioni e non della prova che queste sostanze causino direttamente il bruxismo. Ridurne il consumo può comunque essere utile, soprattutto se il paziente nota un peggioramento del serramento o della qualità del sonno. Non esistono invece prove che eliminare glutine, lattosio o zucchero faccia scomparire il disturbo.
Come smettere di stringere i denti durante il giorno?
Per ridurre il serramento diurno bisogna prima riconoscerlo. Molte persone stringono la mandibola mentre lavorano al computer, guidano, studiano o svolgono attività che richiedono molta concentrazione. Un metodo pratico consiste nell'applicazione dei seguenti passaggi:
- Osserva per alcuni giorni in quali momenti compare il serramento;
- Impostare sul tuo smartphone vari promemoria, distribuiti in modo omogeneo nel corso della giornata;
- Controlla, a ogni avviso, se i denti sono a contatto o i muscoli risultano tesi;
- Rilassa la mandibola e separa delicatamente le arcate;
- Annota le situazioni in cui il comportamento si presenta più spesso.
Nell’intervista pubblicata su Gnatologo.net, il dottor David Anselmo precisa che il bruxismo da svegli non comprende soltanto il clenching, cioè il serramento con contatto dentale. Può manifestarsi anche come bracing, una contrazione della mandibola senza che i denti si tocchino. Di conseguenza, non basta verificare che le arcate siano separate. Bisogna controllare anche se i muscoli delle guance risultano rigidi o se si sta mantenendo la mandibola in tensione.
Una revisione sistematica pubblicata nel 2026 ha esaminato l'impatto di strategie come promemoria, autocontrollo, modifica delle abitudini e biofeedback. Le evidenze disponibili sono ancora limitate, ma indicano che gli approcci comportamentali possono ridurre la frequenza e le conseguenze del bruxismo diurno.
L’obiettivo non è controllare continuamente la bocca, ma far sì che la posizione rilassata della mandibola diventi un’abitudine. Se il serramento rimane molto frequente o provoca dolore, il dentista può valutare un percorso più specifico.
Tisane, magnesio e altri rimedi naturali aiutano?
Nessuna tisana o integratore ha dimostrato di curare il bruxismo. Una bevanda calda senza caffeina può diventare parte di una routine rilassante, ma il beneficio riguarda soprattutto la sensazione di calma e non la riduzione certa del digrignamento.
Il National Center for Complementary and Integrative Health segnala che non esistono evidenze conclusive sull’utilità della camomilla contro l’insonnia. Anche i risultati relativi alla valeriana e alla Melissa officinalis rimangono incerti.
Per il magnesio, una revisione pubblicata nel 2023 ha analizzato alcuni possibili meccanismi che collegherebbero carenze nutrizionali, stress e attività neuromuscolare. Si tratta però di ipotesi biologiche: mancano studi clinici capaci di dimostrare che assumere magnesio riduca gli episodi di bruxismo.
Gli integratori possono essere presi in considerazione quando il medico rileva una reale carenza, non come rimedio automatico contro il digrignamento. Valeriana e altri prodotti sedativi naturali possono inoltre interagire con farmaci e alcol. Anche un prodotto definito “naturale” richiede quindi attenzione, soprattutto in gravidanza, durante l’allattamento o in presenza di altre patologie.
Quando i rimedi della nonna non bastano?
I rimedi naturali non bastano quando il bruxismo provoca dolore persistente, danni ai denti o difficoltà nei movimenti della mandibola. In questi casi è opportuno rivolgersi a un dentista o a uno gnatologo. Una visita gnatologica diventa particolarmente importante in presenza di:
- Denti consumati, scheggiati o più sensibili;
- Corone, otturazioni o protesi che si rompono frequentemente;
- Dolore mandibolare che non migliora;
- Difficoltà ad aprire completamente la bocca;
- Frequenti mal di testa al risveglio;
- Rumori di digrignamento riferiti dal partner;
- Russamento intenso, pause respiratorie o sonnolenza durante il giorno.
Quando esiste il rischio di danneggiare i denti, il dentista può consigliare un bite realizzato su misura. Il dispositivo separa le arcate e aiuta a limitare l’usura, ma non rappresenta necessariamente una cura. In presenza di russamento o sospette apnee notturne serve particolare cautela, perché alcuni dispositivi potrebbero interferire con la respirazione durante il sonno.
In un articolo pubblicato dal King’s College London, la giornalista britannica Helen Rumbelow racconta di aver scoperto di essere affetta da bruxismo grazie al compagno che percepiva il rumore prodotto dal serramento dentale durante la notte. Descrivendo le conseguenze che il bruxismo le ha causato, afferma: «Ho praticamente consumato i miei canini».
La sua esperienza mostra perché il bruxismo può passare inosservato fino alla comparsa di danni visibili. Impacchi, massaggi e rilassamento possono alleviare alcuni sintomi, ma non proteggono i denti quando il serramento o il digrignamento sono frequenti e intensi.
Domande frequenti
Il bruxismo può passare da solo?
Sì, soprattutto quando è lieve o occasionale. Se provoca dolore o danni ai denti, è necessario richiedere il supporto di uno gnatologo.
Il bruxismo è ereditario?
Può esistere una predisposizione familiare, ma i geni non sono l’unica causa. Contano anche stress, abitudini, farmaci e disturbi del sonno.
Il bruxismo può causare mal di testa?
Sì. Il serramento frequente può sovraccaricare i muscoli delle tempie e contribuire al mal di testa, soprattutto al risveglio.
Bruxismo e cervicale sono collegati?
Possono presentarsi insieme attraverso tensione muscolare e disturbi temporo-mandibolari. Non è però dimostrato che il bruxismo causi sempre il dolore cervicale.
Il bruxismo può provocare acufeni?
Bruxismo, disturbi temporo-mandibolari e acufeni possono essere associati. Il digrignamento non rappresenta però una causa certa e diretta del disturbo uditivo.
Esiste una relazione tra bruxismo e apnee notturne?
Le due condizioni possono coesistere, ma il rapporto causale non è ancora chiaro. In presenza di russamento e pause respiratorie serve una valutazione specialistica.
La posizione in cui si dorme influenza il bruxismo?
Non esiste una posizione nel sonno che abbia dimostrato di prevenire il bruxismo. La postura può influire sul comfort, ma non elimina il digrignamento.
I denti consumati dal bruxismo possono ricrescere?
No. Smalto e dentina persi non ricrescono. Il dentista può proteggere i denti rimasti e valutare eventuali ricostruzioni.
Cosa fare se un bambino digrigna i denti?
Occorre parlarne con il dentista pediatrico se il fenomeno è frequente o provoca dolore, usura dentale e disturbi del sonno. Russamento e pause respiratorie richiedono particolare attenzione.
I vermi intestinali possono causare il bruxismo?
Non esistono prove sufficienti che i parassiti intestinali causino il bruxismo. Digrignare i denti, da solo, non giustifica esami o trattamenti antiparassitari.
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