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Gnatologia

Cos’e’ la Gnatologia

gnatologo

Ambito di studio della Gnatologia

Ultimo aggiornamento: 01 Dicembre 2016

Lo Gnatologia è quella branca medica che si occupa dello studio e della cura delle patologie a carico delle articolazioni della bocca e di tutti gli organi ad esso connesse. Questo specialista viene richiesto in presenza di diverse problematiche quali difficoltà di apertura e chiusura della bocca, dolori al viso ed al collo, mal di testa da occlusione e quindi non diversamente spiegabili, bruxismo, incordinazione della mandibola, vertigini o senso di instabilità, mal di schiena alle gambe o alle spalle, morso profondo o morso aperto, acufeni (fischi alle orecchie), dolori alla mascella, problemi posturali, blocco della mandibola, disordini o disturbi di qualsiasi genere nell’ambito dell’apertura o chiusura della bocca.

Oggi la gnatologia è divenuta, nel moderno scenario delle cure mediche, una specializzazione di particolarmente importante in quanto un gran numero di problematiche e patologie a carico dell’apparato masticatorio fanno proprio riferimento branca medica.

Chi è lo specialista Gnatologo e quando è necessario

Il medico esperto in Gnatologia è indicato con il nome di Gnatologo. La visita specialista dallo Gnatologo è la prima fase di valutazione della situazione clinica del Paziente, in cui viene stilata un’accurata valutazione specialistica necessaria per individuare un opportuno percorso terapeutico. Lo Gnatologo, come già precedentemente chiarito, è uno specialista che si occupa di un numero particolarmente elevato di problematiche; di conseguenza esiste sempre una stretta collaborazione operativa tra lo gnatologo ed altri specialisti di ambiti ad esso vicini tra cui il Posturologo, l’ortodonzista  – che si occupa di spostare i denti per conseguire una occlusione ideale e funzionale – , il chirurgo maxillo-facciale – che si occupa di risanare chirurgicamente le problematiche gnatologiche.

La figura dello specialista della Gnatologo viene spesso confusa con la figura dell’Odontoiatra: in realtà esiste una netta differenza tra le due figure professionali, in quanto l’odontoiatra di occupa seppur in modo generale di tutte le problematiche relative al cavo orale.

La Visita Gnatologica

La visita gnatologica consiste in una attenta valutazione diagnostica ed approfondita da parte dell’esperto Gnatologo di molteplici aspetti clinici del paziente con una conseguente raccolta scrupolosa di tutte le informazioni circa la sua storia clinica. Di prassi, come per qualsiasi tipologia di visita specialistica, la raccolta dei dati storici del paziente servirà per individuare con esattezza l’ordine cronologico delle eventuali problematiche sorte nel tempo e stilare quindi un preciso quadro clinico.

La visita gnatologica serve sostanzialmente a capire se i fastidi accusati dal paziente (cefalea, dolori facciali, nucali, acufeni, vertigini) sono in relazione con la malocclusione. La visita è fondamentale inoltre per individuare in maniera precisa ed accurato il reale rapporto di funzionamento tra mandibola e cranio oltre che l’eventuale presenza di qualsiasi problematica che potrebbe impedire questa naturale correlazione. Per tali ragioni quindi è essenziale che la visita sia condotta da un medico specialista che abbia una profonda conoscenza ed esperienze in un campo complesso come quello della gnatologia. La visita dovrà infine necessariamente prevedere la valutazione delle eventuali documentazioni precedenti o terapie già in atto che potrebbero essere risultate, fino a quel momento, non risolutive o inadatte per la risoluzione della patologia in corso.

Per ulteriori dettagli sulla visita gnatologica visitare la pagina sulla Visita Gnatologica.

La formazione dello specialista Gnatologo

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E’ indubbio il fatto che un esperto gnatologo ha un percorso formativo e professionale marcatamente specialistico. Uno Gnatologo infatti ha dapprima svolto un normale percorso formativo da Odontoiatra e successivamente si è specializzato su questa branca particolare dell’Odontoiatria. Per quanto riguarda il percorso di formazione, in Italia non esiste ancora una normativa ed un percorso di studi ben definito. Tutto ciò rende quindi molto più difficile per gli aspiranti Gnatologici avvicinarsi a questa complessa ed affascinante specializzazione. Nel nostro paese infatti non esiste di fatto nessuna scuola pubblica di gnatologia e quindi il percorso formativo si basa principalmente su corsi di formazione post-universitari privati; questa carenza pubblica formativa provoca una rarità di specialisti sul territorio nazionale. Malgrado ciò, l’Italia è universalmente riconosciuta come il Paese in cui sono presenti pochi specialisti gnatologici ma con competenze di altissimo profilo.

Come si svolge una visita dallo Gnatologo

La visita gnatologica consiste nella raccolta di dati generali sul paziente e sulla sua storia clinica. Nel corso di tale visita infatti lo Gnatologo esegue una valutazione generale ed approfondita dello stato masticatorio del Paziente raccogliendo molteplici dati riguardanti la struttura mandibolare, lo stato dell’occlusione, lo stato delle articolazioni temporo-mandibolari e i movimenti in genere. La raccolta dei dati preliminari è fondamentale non solo per la stesura del piano informativo generale del paziente ma sarà indispensabile per la pianificazione del successivo trattamento terapeutico. Nella case history del nostro centro specializzato, sono presenti centinaia di casi in cui la disfunzione temporo-mandibolare è stata causata da semplici (seppur dannoso) precedenti trattamenti odontoiatrici quali sedute di ortodonzia, otturazioni o comunque trattamenti medici che hanno variato l’equilibrio occlusale del paziente stesso.

La fase di analisi preliminare continuerà con una valutazione complessiva dello stato dell’apparato masticatorio del paziente tramite la raccolta di altri importanti dati riguardanti i movimenti mandibolari, dei contatti occlusali e delle funzionalità articolari. Nel corso di questo step diagnostico risulteranno fondamentali i dati raccolti dallo specialista tramite il controllo diretto delle A.T.M. (articolazioni temporo-mandibolari) e dei muscoli masticatori.

Nel corso della raccolta dei dati clinici del paziente, lo gnatologo potrebbe aver bisogno di esami strumentali o diagnostici per completare il quadro clinico generale del Paziente. Alcuni di questi esami sono, tra i più frequenti, la Risonanza Magnetica delle ATM ( o anche detta cinerisonanza delle articolazione), orto-panoramica e kinesiografia mandibolare.

Esempio di kinesiografia mandibolare

Esempio di kinesiografia mandibolare

Esami medici di approfondimento

Per quanto riguarda gli esami di approfondimenti richiesti dallo specialista gnatologo, essi possono essere molteplici ed ovviamente dipendono dalla tipologia di problematica o patologia presentata dal Paziente.

Molto utilizzata è la Risonanza Magnetica per le articolazione temporo-mandibilari (o più comunemente chiamata Cinerisonanza). L’esame della Risonanza Magnetica delle ATM (articolazioni temporo-mandibolari) serve allo gnatologo per capire il comportamento del disco articolare nelle varie fasi dell’apertura e chiusura della bocca. Un esame completo si chiama cine-risonanza ed è costituito da una serie di fotogrammi che descrivono, con un video, i movimenti condilo discali e tutte le patologie dei distretti articolari (spiazzamento del disco, fissità e vari tipi di aderenze della superficie superiore del disco e infiammazioni con versamenti intracapsulari). Per maggiori informazioni: Risonanza magnetica gnatologica. Altri esami altrettanto importanti per l’esperto di Gnatologia sono le Ortopanoramiche, TAC, Elettromiografia e Kinediografia.

Le più recenti segnalazioni, domande e dubbi dai pazienti

Consulto del 18 Ottobre 2016 – Utente: anonimo

Domanda
Buongiorno, esistono bite in grado di favorire l’espansione dell’arcata superiore ? Perchè gli ortotici generalmente si portano nell’arcata inferiore ?
Grazie del consulto

Risposta
Buonasera, un bite che espande l’arcata superiore non è più un bite ma un presidio ortodontico e ortopedico ed è incollato ai denti… Gli ortotici inferiori sono spesso frutto di una specifica richiesta dei posturologi e o osteopati. Qualora volesse, per la prenotazione della prima visita completamente gratuita presso il nostro centro, può contattare la nostra segreteria al numero verde 800.912.401 (dal lunedì al sabato dalle ore 9:00 alle 18:00). La nostra segreteria saprà fornirle tutte le ulteriori informazioni di cui Lei avrà bisogno(orari, indirizzo della struttura ecc..). Restiamo a sua disposizione per ulteriori richieste di carattere clinico, Cordialità.

Consulto del 28 Ottobre 2016 – Utente: anonimo

Domanda
Dottore buongiorno, dopo un colpo di frusta cervicale ho cominciato ad avvertire acufeni ad orecchio sx e orecchio dx che si tappa frequentemente. Sono due anni oramai che sono in questa condizione. Ho potuto sperimentare che pretudendo la mascella in avanti il fischio cessa e, spostandola da un lato all’altro varia di intensita. Sono in cura da un osteopata in quanto il problema cervicale scaturito dall’incidente è stato invalidante, il quale mi ha confermato che probabilmente è coinvolta anche la mascella, che crea problemi a sua volta alle vertebre cervicali. Volevo un suo parere: il ronzio che avverto non sparirà mai oppure lavorando sulla mascella otterrò dei benefici? La mascella potrebbe effettivamente essere l’origine del problema? E’ conivolta anch’essa nell’assetto posturale e quindi potrebbe creare scompensi a livello cervicale? Grazie mille per la risposta. Saluti.

Risposta
Gentile Paziente, grazie per il suo interessamento. Naturalmente per la stesura di un preciso piano di trattamento appositamente studiato per lei, sarà necessario eseguire un’attenta e scrupolosa visita specialistica tramite cui sarà possibile fornirle un’adeguata pianificazione clinica con relativo preventivo di costo. In tale sede le saranno specificati anche tempi e modalità operative. Cordialità.

Consulto del 03 Novembre 2016 – Utente: anonimo

Domanda
Salve, sono una mamma di una bambina di 3 anni e quattro mesi, gli è stato diagnosticato una malocclusione di classe III con latorodeviazione mandibolare. Hanno parlato di un probabile palato stretto ma che prima dei 5/6 anni non si puo’ intervenire, ci hanno spiegato che con molto probabilità la soluzione consiste nella maschera Delaire con un apparecchio fisso. Ho letto l’importanza di intervenire a 3 anni e l’esistenza di un apparecchio, il BITE, da far indossare la notte, ma su quest’ultimo ci sono pareri contrastanti. Mi potrebbe fornire maggiori informazioni in merito all’utilizzo e il funzionamento del BITE Ortotici? Il prezzo? Grazie Saluti

Risposta
Gentile Paziente, grazie per il suo interessamento. Naturalmente per la stesura di un preciso piano di trattamento appositamente studiato per lei, sarà necessario eseguire un’attenta e scrupolosa visita specialistica tramite cui sarà possibile fornirle un’adeguata pianificazione clinica con relativo preventivo di costo. In tale sede le saranno specificati anche tempi e modalità operative. Cordialità.

Consulto del 10 Novembre 2016 – Utente: anonimo

Domanda
Buona sera, da ormai 2 anni soffro di acufeni che nel tempo si sono molto intensificati ed oramai la cosa mi sta radicalmente cambiando la vita. Attualmente abito a Londra ma vorrei tornare in Italia per un periodo per gestire questa cosa. Ho fatto diversi esami tra cui TAC al collo, MRI ma nessuno di questi mi ha aiutato a capire quale può essere il problema. L’acufene è continuo ma aumenta molto quando serro i denti e quando mastico da una parte, oltre che girare il collo a sinistra. L’ultima cosa che mi rimane da provare è appunto attribuire questo suono alla mandibola o ad un’infiammazione ai denti (due mesi prima dell’arrivo dell’acufene mi sono curato un dente che per un periodo mi ha fatto male). Vorrei sapere se esiste un modo per escludere i fatti sopra citati ed eventualmente prenotare una visita quanto possibile. Grazie

Risposta
Gentile Paziente, grazie per il suo interessamento. Naturalmente per la stesura di un preciso piano di trattamento appositamente studiato per lei, sarà necessario eseguire un’attenta e scrupolosa visita specialistica tramite cui sarà possibile fornirle un’adeguata pianificazione clinica con relativo preventivo di costo. In tale sede le saranno specificati anche tempi e modalità operative. Cordialità.

Consulto del 17 Novembre 2016 – Utente: anonimo

Domanda
Buongiorno Dottore,
da un paio di anni ho la mandibola che mi scrocchia specialmente quando apro molto la bocca per sbadigliare o mangiare…inizialmente era solo uno scrocchio poi adesso sembra quasi che si starappi a volte… il dentista mi ha consigliato di portare il byte per alleviare la tensione durante la notte ma non ho avuto grossi risultati…cosa posso fare?
Grazie

Risposta
Prma di tutto bisogna fare una diagnosi accurata del disturbo articolare e dell’influenza dell’occlusione sulla dinamica artromuscolare. Poi il bite. Il tutto deve essere effettuato da un esperto di gnatologia e postura.

Consulto del 24 Novembre 2016 – Utente: anonimo

Domanda
Salve, ho 20 anni. Non ho mai messo apparecchi, poichè il mio dentista ha sempre sostenuto che avessi una dentatura perfetta, nonostante ciò l’ anno scorso recandomi dall’ igenista per la consueta pulizia mi ha fatto notare che a causa di un non corretto spazzolamento dei denti avevo usurato lo smalto dentale. Guardandomi allo specchio noto infatti che, soprattutto i denti davanti, sono più sottili e sembra come se la parte superiore della gengiva sporgesse più del dente. Questo piccolo problema mi impedisce di pulire bene i denti, inquanto proprio tra la gengiva e la parte superiore del dente rimangono dei residui (quasi impercettibili ma ci sono) che non riesco a togliere nemmeno con il filo interdentale.
Ora spazzolo i miei denti con uno spazzolino extramorbido e con un corretto spazzolamento.
La domanda è: c’ è un modo per risolvere questo piccolo problema ricostruendo parte dello smalto dentale usurato, attraverso l’ uso di dentifrici specifici o attraverso trattamenti dal dentista che però non sconvolgano troppo i miei denti e il mio sorriso?
Un’ ultima cosa… Ho sempre avuto denti bianchissimi ma ho notato che da qualche tempo ho i denti laterali e quelli inferiori leggermente più gialli, bevo pochissimi caffè e fumo solo raramente, questo problema potrebbe essere legato all’ usura dello smalto? Se si, basterebbe ripristinare lo smalto?
La ringrazio per la diponibilità

Risposta
Bisogna valutare il grado di usura della superficie vestibolare degli incisivi per decidere se aggiungere composito sulla superficie cervicale dei denti anteriori oppure con delle faccette in ceramica (alla sua età la prima soluzione credo che sia la migliore).

Consulto del 01 Dicembre 2016 – Utente: anonimo

Domanda
Buongiorno Dottore, la mia bimba di quasi due anni ha perduto metà incisivo sup.sx. Considerato che manca tanto tempo alla dentizione definitiva come è possibile intervenire per riparare il danno, (che è soprattutto estetico)? Quale intervento richiede, è doloroso? Cordiali saluti.

Risposta
Innanzitutto bisogna accertarsi che il dente non sia morto (nel qual caso bisogna procedere appena possibile ad un trattamento canalare prima di ricostruire il dente). Se la vitalità è salva ricostruire non a pena possibile. Cordialità.

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