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Il Click della mandibola: quando preoccuparsene?

Le più moderne conoscenze di fisiopatologia neuromuscolare hanno mostrato che le artropatie temporo-mandibolari sono l’espressione di un quadro di disordine più vasto che investe l’intero apparato stomatognatico e può coinvolgere anche altri apparati.

L’alterazione più comunemente riscontrata da parte dello Gnatologo è la patologia intracapsulare che clinicamente esordisce con una piccola vibrazione o rumore, netto, più facilmente apprezzabile in fase di apertura orale ma presente anche in chiusura che è definito, con un termine onomatopeico “clic”. La genesi di tali incoordinazioni disco-condilari è da riscontrarsi nel combaciamento anomalo dentale che genera e sostiene la patologica postura mandibolare costringendo il sistema muscolo-articolare nel migliore equilibrio possibile. La perdita di questo precario equilibrio in sede articolare e dunque la comparsa della patologia conclamata, avverrà per l’ esaurimento delle capacità di adattamento personali e di conseguenza per il cedimento delle strutture di sostegno.

Tuttavia, sotto il profilo prognostico, risulta di importanza rilevante il tempo di intercettamento della problematica articolare, che gioca un ruolo protagonista nell’evoluzione del danno anatomico molto spesso privo di dolore, quindi sottovalutato.

Click Temporo Mandibolare

Click Temporo Mandibolare

Alla sempre presente patologica postura mandibolare si deve collegare il quadro disfunzionale del sistema neuromuscolare con coinvolgimento del muscolo pterigoideo (che si estende dal cranio alla mandibola) esterno in entrambi i capi. La condizione di spasmo muscolare associato all’inevitabile stiramento delle stesse fibre per la retroposizione  condilare e la necessità di rimodellare le superfici articolari per garantire il funzionamento dell’articolazione sono il substrato in cui confluiscono tutte le alterazioni patogene che alterano il combaciamento dentale. Se questi presupposti sono sempre presenti nella patologia disco-condilare non possono però essere considerati sufficienti poiché si può convivere in pieno benessere con tali presupposti fino a quando questi tessuti sono in grado di resistere agli stress. Un trauma diretto mandibolare, uno sforzo a mantenere un’apertura orale protratta (es: estrazione dente del giudizio),  una leggera ulteriore destabilizzazione occlusale o anche nessun fenomeno apparente possono un giorno portare all’incapacità a sopportare ulteriormente lo stress e dunque a determinare la sintomatologia conclamata che non potrà essere considerata altro se non l’esordio di un problema che ha posto le sue radici nel passato prossimo o remoto. È comunque privo di dubbio che la patologia articolare rappresenti solamente un lato di un disordine che investe tutto l’apparato stomatognatico e non solo.

Diversamente da quanto si riteneva in passato, le articolazioni non possono essere considerate dominanti nella funzione masticatoria quanto piuttosto vittime incolpevoli quando il complesso sistema legamentoso intrinseco ed estrinseco subisce danni talvolta irreparabili.

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